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Un patto per il turismo “eccellente”


Enid Yu

Da una parte la bellezza e la quiete dei grandi laghi del Nord, quasi al confine con la Svizzera e la Lombardia. Dall’altra, giù, verso la Liguria, l’eccellenza dell’enogastronomia della Granda incastonata nello splendido ambiente viticolo-collinare. Il colpo di fulmine tra la provincia del Verbano-Cusio-Ossola (VCO) e quella cuneese non poteva tardare a lungo: era solo questione di tempo. Un incontro che ora punta a far nascere un circuito di massima eccellenza per il turismo del Piemonte, alla faccia della distanza geografica.

«Sono due aree che a livello regionale sono ampiamente riconosciute come quelle con le maggiori potenzialità», sottolinea Angelo Rosso, assessore provinciale di Cuneo con le deleghe al Turismo. «Unendosi, non può che realizzarsi qualcosa di interessante». Ecco l’intuizione, che dal VCO rimbalza direttamente in Granda e che all’inizio di marzo vedrà compiuto il suo primo passo ufficiale: un incontro preliminare tra i rappresentanti delle due zone, per mettere a punto collaborazioni e strategie. Ancora da definire la sede: potrebbe essere Alba, oppure Cuneo. Ma non tramonta l’ipotesi di Stresa.

«Due province diverse, ma che insieme possono diventare una forza a livello nazionale – prevede Diego Caretti, assessore al Turismo per la provincia del Verbano-Cusio-Ossola – hanno infatti caratteristiche complementari, potendo mescolare l’ambiente dei laghi e l’enogastronomia». Un pacchetto unico, dunque, con cui attirare turisti dalle altre regioni, ma non solo: la cooperazione punta soprattutto a «scambiare» i visitatori abituali provenienti dalle altre Nazioni.

«Se si porterà avanti l’idea unendo le azioni delle due Province e delle due aziende turistiche – dice ancora Angelo Rosso -, si potrà far conoscere le zone del distretto dei Laghi ai turisti francesi e a quelli spagnoli, che di solito scelgono la nostra provincia di Cuneo. E, in direzione opposta, dal VCO potrebbero venire nelle nostre Langhe e nel Roero i turisti tedeschi e quelli inglesi».

Lo scambio, poi, permetterebbe di raggiungere un altro risultato interessante, con benefici che ricadrebbero sull’intero sistema-regione: aumentare il ventaglio di offerte per prolungare il tempo di permanenza dei turisti sul territorio piemontese. «I dati dicono chiaramente che la media dei giorni che i visitatori trascorrono nelle nostre zone è di due o tre giorni – dice Michelino Davico, assessore al Turismo del Comune di Bra -, mentre sui laghi si fermano circa una settimana. La nostra scommessa è quella di creare, grazie alla collaborazione dei tour operator, percorsi e presenze più sostenuti, che possano controbattere quelle dinamiche turistiche che si fanno sempre più veloci». Proprio Bra, per esempio, non è nuova nel campo della ricerca turistica. «Già lavoriamo per promuovere il nostro territorio inserendoci anche in altre iniziative come il ”Langhe-Roero” e il ”Terre di Savoia” – spiega ancora Davico – perché assieme si possono ottenere grandi risultati».

Massimiliano Sciullo
Il Giornale del Piemonte
22 febbraio 2006

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