ideazione

notizie e idee per il turismo e i beni culturali

L’arte della valorizzazione


M. Keefe

Ogni anno si svolge ad Alba un Convegno sui Beni culturali, organizzato dall’associazione Turismo in Langa: quest’anno i relatori hanno illustrato le loro esperienze di valorizzazione dei beni culturali, mostrando le potenzialità di interventi in grado di soddisfare le esigenze di una gestione economicamente sostenibile e di una fruizione dinamica dei musei e dei beni culturali in generale. Riportiamo il discorso di benvenuto tenuto dalla Presidente dell’associazione.

L’arte della valorizzazione e la valorizzazione dell’arte

Buongiorno a tutti e benvenuti. Innanzitutto grazie per aver aderito all’invito con il quale, da ormai otto anni a questa parte, Turismo in Langa invita istituzioni, operatori, studenti e cittadini qui ad Alba per confrontarsi sul tema dei beni culturali. Un appuntamento diventato di grande rilievo: per il Ministero per i beni e le attività culturali, per la Regione e per le numerose istituzioni museali italiane che annualmente si incontrano per questo appuntamento nazionale. E anche per l’intera città: per tre giorni Alba diventa un luogo d’incontro per addetti ai lavori ed esperti del settore, e grazie ai laboratori e ai seminari che si sono svolti nei giorni scorsi è un’occasione importante per gli studenti, per i professionisti e gli appassionati per conoscere le recenti tendenze della didattica museale.
Prima di ogni altra cosa consentitemi ancora di fare alcuni – doverosi – ringraziamenti. Grazie naturalmente all’amministrazione comunale di Alba e al suo Sindaco – l’avvocato Rossetto – per la preziosa collaborazione. Il mio ringraziamento va poi alla Provincia di Cuneo e alla Regione Piemonte per il sostegno che hanno sempre assicurato a questa iniziativa.

Grazie, naturalmente, anche agli esponenti dei prestigiosi enti e istituzioni museali presenti, che nel prosieguo di questa mattinata presenteranno le loro esperienze.
Negli ultimi anni abbiamo guardato al patrimonio architettonico e culturale da differenti prospettive: nel ‘99 ci siamo concentrati sul ruolo del volontariato al servizio della cultura, nel 2000 abbiamo cercato di capire quali potessero essere i canali più efficaci per comunicarla. Ci siamo anche interrogati, nel 2001, sulle potenzialità della collaborazione fra pubblico e privato nella gestione dei beni culturali, per poi dedicare le ultime edizioni al tema della didattica museale – con i tre convegni accomunati dal titolo “Gioco, quindi imparo”.

Ma veniamo a quest’ottava edizione. Quest’anno abbiamo provato a insistere su un tema che sapesse abbracciare idealmente tutti questi aspetti: la “valorizzazione dell’arte”, infatti, è l’obiettivo verso il quale tendono – o perlomeno dovrebbero tendere – tutti gli interventi che le amministrazioni pubbliche e i soggetti privati mettono in atto nella cura del nostro patrimonio architettonico e paesaggistico.

“Valorizzare l’arte”, allora, nel senso di utilizzare al meglio le potenzialità offerte dai beni culturali: da quella didattica a quella economica, fino a quella ricreativa, il loro ruolo all’interno delle nostre società è tanto sfaccettato quanto fondamentale. E una valorizzazione efficace è destinata a generare un circolo virtuoso: una gestione corretta da parte delle istituzioni e delle imprese del settore crea vantaggi per la collettività, per il singolo cittadino e, naturalmente, per lo stesso bene culturale.

Ma perché si attivi questo circolo virtuoso è necessario – ed ecco dunque il senso del nostro impegno – sensibilizzare l’opinione pubblica a una tutela attiva e non solo passiva del patrimonio culturale, perché risulti universalmente godibile. Allo stesso modo avvertiamo la necessità di sollecitare un agire sinergico di operatori, studiosi e amministratori, così come degli stessi cittadini, per un’efficace valorizzazione del territorio e dei tesori che esso custodisce. Infine, siamo fermamente convinti che una sapiente politica di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e artistico possa incoraggiare una crescita occupazionale ed economica. E la nostra attività nel settore della valorizzazione del patrimonio culturale, da anni perseguìta anche al fianco di un’impresa a noi strettamente connessa, lo dimostra concretamente.

“Valorizzazione” come parola d’ordine, allora. Un obiettivo comune incoraggiato anche dal Legislatore: sono passati due anni dell’entrata in vigore del Codice dei beni culturali e del paesaggio – la legge 42 del 2004, altrimenti conosciuta come “Codice Urbani”. Un testo che segna un momento legislativo importante, ricco di aspetti d’innovazione. Intanto è proprio in questo Codice che il concetto di “valorizzazione” del patrimonio culturale trova per la prima volta un chiaro e forte riscontro in termini giuridici. L’articolo 6 del Codice, poi, fornisce una definizione puntuale del concetto e delle sue applicazioni: leggo testualmente: «La valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso. Essa comprende anche la promozione e il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale». L’attenzione che il nuovo Codice dedica al tema della valorizzazione è sintomatica dell’importanza che questo capitolo, assieme a quello della tutela, viene ad assumere nella società contemporanea: «La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale – recita il primo articolo del Codice – concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura».

Il territorio e i suoi beni culturali, dunque, come parte integrante della memoria dell’intera comunità nazionale: è un riconoscimento che non possiamo che sottoscrivere come associazione impegnata da quasi vent’anni a celebrare il patrimonio di cultura e tradizioni che il nostro territorio custodisce. È implicito, poi, anche l’impatto che l’innesco di un simile meccanismo avrebbe a livello socio-culturale, turistico ed economico: un patrimonio ben valorizzato conquisterebbe notorietà e autorevolezza presso pubblici ampi e diversificati; acquisirebbe una capacità sempre maggiore di comunicare e di attrarre l’attenzione, e offrirebbe, quindi, più che concrete occasioni di sviluppo.

Ma un altro elemento di grande rilevanza è l’intenzione di coinvolgere e responsabilizzare i privati – siano essi imprese o enti no profit – nell’attività di valorizzazione. Il riconoscimento da parte dello Stato della facoltà di agire da parte dei privati (riconosciuta – cito – come «attività socialmente utile») è anche un incoraggiamento a innalzare l’efficienza della gestione dei beni culturali, rendendoli maggiormente fruibili per il pubblico. È un tema – come potete ben immaginare – al quale la nostra associazione guarda con grande interesse, tanto da essere il tema conduttore della “storia” di Turismo in Langa: insieme ad altre società e associazioni siamo riusciti negli anni a dare vita a un’occasione di sviluppo economico ed occupazionale di grande rilevanza, tanto da essere diventato un case history preso in esame in tutta Italia.

Voglio fare un’altra – ed è l’ultima – citazione dal Codice, laddove si sancisce il «necessario rapporto di subordinazione che lega la valorizzazione alla tutela, così da rendere la seconda parametro e limite per l’esercizio della prima».

Ed è proprio sulla natura del rapporto fra tutela e valorizzazione che chiediamo ai nostri illustri ospiti di concentrarsi nel corso dei loro interventi, anche alla luce della loro esperienza diretta.

Nell’introdurre questo Convegno non posso infatti che ribadire la necessità – più volte espressa dalla nostra organizzazione – di coniugare, più che di contrapporre, “tutela” e “valorizzazione”. La direzione da seguire, secondo noi, è quella che prevede di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione al fine di scongiurare, per i beni in questione, lo status di “monumenti morti”, sottratti alla conoscenza e alla fruizione della collettività. La valorizzazione deve cioè essere intesa come gestione integrata di uno “spazio innovativo”, produttore esso stesso di arte e cultura e non solo oggetto di una conservazione fine a se stessa.

Se il pregio artistico, per sua stessa definizione, è intrinseco al bene stesso, la valorizzazione non dovrà essere intesa come “dare valore a un’opera d’arte”, ma soltanto nel senso di un miglioramento delle modalità di conoscenza del suo valore culturale. Dato che stiamo parlando di un concetto trasversale a svariate altre materie e competenze, in questi giorni – e ancora oggi nel corso della sessione plenaria – tratteremo la valorizzazione nei suoi aspetti legati agli allestimenti, alla didattica e alla comunicazione, ancora prima che nei suoi aspetti tecnico-gestionali.

L’allestimento di un museo o di una mostra è un’operazione che necessita di un gruppo di persone che sappia unire le tre competenze essenziali alla valorizzazione: quelle, appunto, allestitive, quelle storico-conservative e quelle comunicative.

Un altro punto basilare di questo discorso è il corretto approccio comunicativo ai beni culturali attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie informatiche. Sarebbe paradossale se, nell’era del trionfo della comunicazione visiva, proprio il museo – luogo per antonomasia ad essa deputato – restasse invece impermeabile al loro ingresso. Considerando che il nostro patrimonio è uno dei più ricchi del mondo e che la tecnologia negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, sarebbe uno spreco inutile non riuscire a fare della cultura e della tecnologia un binomio vincente.

In quest’ottica una cosa è certa: l’offerta culturale potrà sempre meno limitarsi a fornire agli utenti il semplice godimento estetico del bene, ma dovrà proporre al pubblico un quadro completo del sistema culturale e sociale di cui il bene è espressione: l’arte, infatti, non si esaurisce nel momento creativo, ma dispiega i suoi effetti nel tempo e nello spazio. E sono proprio le organizzazioni culturali e territoriali che possono assumersi tale impegno. La nostra associazione – Turismo in Langa – traduce in pratica questi principi da anni e li promuove ancora una volta nei Working Days dei beni culturali: il senso di questo evento è legato a doppio filo sia all’attività che svolgiamo nelle Langhe, sia alle politiche di tutela e valorizzazione dell’intero patrimonio artistico e paesaggistico nazionale.

L’obiettivo è promuovere la formazione di un’identità culturale in cui rispecchiarsi: è necessario infatti vagliare strategie di rivalutazione del ricco patrimonio artistico italiano, anche al fine di ottimizzare l’offerta turistica. Ecco perché, nella seconda sessione, abbiamo scelto di dare spazio a tre casi di intelligente valorizzazione museale in grado di trasformare i beni culturali in una risorsa viva, capace di attrarre rilevanti flussi di visitatori.

I tre interventi che concluderanno quest’incontro di lavoro hanno un unico filo conduttore: l’enucleazione degli aspetti teorico-gestionali che fanno della loro una valorizzazione sapiente, e poi l’illustrazione di come essa è stata (o sarà) veicolo dello sviluppo locale. Questo Convegno nasce proprio dalla volontà di sottolineare l’importante funzione di crescita sociale e culturale – ma anche economica e occupazionale – che può assumere un’adeguata politica di valorizzazione del patrimonio culturale.

La valorizzazione dei beni culturali è un imperativo del nostro tempo: sino a oggi essi sono stati troppo spesso considerati come generatori di costi, è tempo invece di pensare a una loro trasformazione in “centri culturali”, in vere e proprie “imprese della cultura” anche in grado di liberare energie e preparare il terreno fertile per nuove idee imprenditoriali, dalle quali può nascere – ne siamo convinti – un decisivo impulso alla crescita occupazionale ed economica del nostro Paese.

Una corretta valorizzazione – rivolta al pubblico, attenta alle esigenze di fruitori e committenti e alle implicazioni economiche – è la chiave che un museo o un sito di interesse culturale ha a disposizione per emergere nel sempre più affollato e concorrenziale panorama delle attrattive culturali e di intrattenimento.

Alessandra Muratore – Turismo in Langa
Alba, 6 maggio 2006

non ci sono commenti »

Il tuo commento

HTML-Tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>